E ricordo che il 10 Ottobre 2010 ho pubblicato un post dedicato al voto di laurea, ed in particolare al 110 e lode ("Il 110 e Lode serve per trovare il primo lavoro dopo esserti laureato?".
martedì 31 maggio 2011
DOMANDE (VOSTRE) E RISPOSTE (MIE) (POST n.8. o n. 9.) 10? BOH?
E ricordo che il 10 Ottobre 2010 ho pubblicato un post dedicato al voto di laurea, ed in particolare al 110 e lode ("Il 110 e Lode serve per trovare il primo lavoro dopo esserti laureato?".
lunedì 30 maggio 2011
IL BLOGGER E LE FERIE
venerdì 27 maggio 2011
LA DOMANDA DI FEDERICO: “MA COME SI TROVA IL LAVORO CHE “CI PIACE”, IL LAVORO CHE FA PER NOI”?
La risposta è complessa ed è necessariamente diversa a seconda di come ognuno di noi considera il lavoro.
PREMESSA - Il lavoro, di per sé stesso, non è, o non dovrebbe essere, un fine, quanto piuttosto un mezzo per raggiungere quello che ci aspettiamo dal futuro. Detto questo ognuno di noi ha delle aspettative diverse. Giovanni voleva far carriera e guadagnare e aveva deciso che il modo migliore era quello di fare il leccapiedi del capo. Non cercava un lavoro che gli piacesse, cercava un capo che apprezzasse i leccapiedi. Paolo cercava uno stipendio, magari non tanti quattrini ma per un lavoro tranquillo, senza stress e che gli lasciasse tanto tempo libero per dedicarsi ai suoi molteplici interessi extralavorativi. Grazie al cielo Federico, e tanti altri e tante altre come lui, cercano un lavoro che, sempre come dice Federico, “li faccia svegliare volentieri al mattino e coricarsi felici, che soddisfi i loro "bisogni esistenziali", che soddisfi le loro ambizioni, che valorizzi i loro punti forti persona”.
AVVERTENZA – Magari quando poi finalmente per la prima volta lo provi sul campo, il lavoro che sognavi non ti piace. Io mi sono laureato in giurisprudenza convinto che avrei fatto l’Avvocato Civilista. Ci ho provato. Una noia mortale, la cosa più eccitante che ho fatto è stata una ricerca sulla definizione di “piano attico” nella giurisprudenza in materia di equo canone. Dopo nove mesi sono scappato e sono finito a fare il giurista d’impresa, prima al Corriere della Sera e poi in Fiat (e ho trovato un lavoro che mi piaceva.)
RISPOSTA: Credo che sia difficile individuare a priori, senza averlo mai provato, il lavoro ideale. Te ne accorgi quando ci sei dentro e scopri che:
- Quel lavoro lo fai bene (e di solito questo succede con un lavoro in qualche maniera connesso e conseguente alla tua carriera universitaria, quando scopri che riesci a coniugare teoria e pratica);
Il lavoro che fai ti dà soddisfazione, ti gratifica. Attenzione però non è abbastanza: non puoi guardarti allo specchio la sera e congratularti di come sei bravo. Bisogna che anche gli altri quelli che ti stanno attorno (colleghi, clienti e magari da ultimo, ma soltanto in questo contesto, anche il tuo capo) si accorgano che sei bravo, che lavori bene. Di solito te ne accorgi perché tornano da te anche se non sono obbligati (“il lavoro crea lavoro”);
Il lavoro che fai ti stimola intellettualmente, lo vivi un po’ come una sfida e ti senti carico di adrenalina. Quando negoziavo all’estero, la negoziazione spesso diventava una sorta di sfida intellettuale tra me e il capo del team della controparte. Sai che soddisfazione quando ti accorgevi di aver vinto o anche soltanto di aver pareggiato con uno molto più vecchio e famoso di te;
- L’ambiente di lavoro è piacevole, i colleghi diventano quasi degli amici ed il capo non è male. Fai parte di un team che ti piace;
Va bene che ti apprezzano e ti danno pacche sulle spalle e ti raccontano quanto è bello averti nel team ma poi ti arrivano anche delle tattili Gratificazioni (quattrini – promozioni).
ATTENZIONE: Come ho già detto in un mio post precedente (“ma se il tipo di lavoro che mi propongono non mi piace che faccio? lo accetto o no?) in molti casi il lavoro che ti da soddisfazione, quello che ti consente di costruirti una carriera lo abbranchi solo dopo alcuni anni dopo esseri laureato.
mercoledì 25 maggio 2011
ESISTE IL LAVORO IDEALE? DOMANDE DI NEOLAUREATI ALLA RICERCA DI IMPIEGO
giovedì 19 maggio 2011
CBA SELEZIONA 8 LAUREANDI/LAUREATI IN GIURISPRUDENZA/ECONOMIA
Visto che gli appelli dei neolaureati in giurisprudenza che frequentano il blog sono frequenti segnalo che lo Studio Legale CBA sta selezionando 8 laureandi/laureati in giurisprudenza / Economia e Commercio (x sediMilano, Roma, Padova, Venezia e Monaco di Baviera. (ho visto solo adesso l'annuncio ........)
Lo so che sono solo 8, ma la segnalazione la faccio comunque:
Requisiti:
Laureati o Laureandi entro il 31 luglio 2011
Età 24 - 27 anni
Ottimo Inglese (+ seconda lingua, meglio se tedesco)
Voto di Laurea 105/110 (o x laureandi media 27/30)
Per partecipare bisogna inviare, entro il 31 Luglio 2011, un elaborato di 30.000 battute (spazi inclusi). Potete scegliere tra Acquisizioni di partecipazioni azionarie e abuso di diritto e norme antielusive elusive ( i titoli esatti e le ulteriori informazioni li trovate sul sito qui sotto)
ANCORA SUL VOTO DI LAUREA BASSO
I Post che ho dedicato al voto di laurea basso sono tra i più letti ed ho già spiegato qual'è il mio pensiero. Qualche ulteriore commento.
- ENTRO CERTI LIMITI IL CONCETTO DI VOTO BASSO E' RELATIVO - Ci sono certe aziende che per principio, o per snobismo, o perchè se lo possono permettere, che assumono soltanto neolaureati con il 110 e Lode (nella mia esperienza alcune delle Multinazionali della Consulenza, alcuni grandi Studi Legali Internazionali). Ne esistono tantissime altre che si accontentano di meno e magari guardano al voto, ma anche alle caratteristiche personali ed al carattere dei candidati che hanno di fronte, ed allora basta anche un 100 o un 95, quindi è tutto abbastanza relativo e molto dipende dalla percezione / esigenze di chi fa la selezione.
- NESSUNO METTE IN FILA I CV CHE HA DI FRONTE BASANDOSI SOLO SUL VOTO DI LAUREA (110 E LODE, 110, 109, 108 ecc). Certo più scendi e più lo sguardo del selezionatore può incupirsi.
- PIU' VAI AVANTI NELLA TUA CARRIERA PROFESSIONALE E MENO CONTA IL VOTO DI LAUREA. A 35 anni conta quello che hai fatto negli ultimi 10 anni, il tuo voto di laurea "PESA" SEMPRE MENO ....
mercoledì 18 maggio 2011
MA SE IL TIPO DI LAVORO CHE MI PROPONGONO NON MI PIACE CHE FACCIO? LO ACCETTO O NO?
Ovviamente l'ipotesi era quella di un lavoro che comunque aveva un contenuto professionale. Semplicemente non era quello che lei avrebbe dovuto trovare fuori dall'Università.
- In realtà quando usciamo dall'Università spesso pensiamo che un dato lavoro sia quello che farà per noi (ma in realtà ovviamente non ne abbiamo alcuna esperienza). Non infrequentemente, se anche riusciamo a fare quel lavoro, poi scopriamo che non era come ce lo eravamo immaginati e che magari non ci divertiamo come avevamo immaginato. Dopo un po' passiamo a fare altro .......
- Nell'attuale situazione economica non è che rifiuti un lavoro e ne trovi subito un altro. A parte l'ovvia considerazione che se rifiuti un'offerta e non te ne arriva un'altra ti ritrovi disoccupato o costretto ad accettare stage "cattivi" (senza rimborso o con un rimborso nominale e con scarso contenuto professionale), c'è un altro problema. Se appena dopo l'università fai un lavoro che non è proprio il tuo ideale, ma che comunque, facendoti acquisire esperienza, ti arricchisce il CV, non ti ritrovi più in quella che nel mio libro chiamo una "Catch 22 situation": quella in cui ti ritrovi quando vedi una offerta di lavoro del tipo "CERCHIAMO UN NEOLAUREATO CON UNO-DUE ANNI DI ESPERIENZA". "E bravi, sono neolaureato ma se nessuno mi assume perchè non ho esperienza, come faccio a farmi esperienza per farmi assumere?". Magari ti fai un anno di lavoro così-così e poi, "neolaureato con esperienza" riesci ad abbrancare finalmente il tipo di lavoro che desideravi.
- Ultimo commento: in molti casi il lavoro che ti da soddisfazione, quello che ti consente di costruirti una carriera lo abbranchi solo dopo alcuni anni dopo esseri laureato. Io ho cambiato tre posti di lavoro (2 anni e mezzo in tutto) prima di trovare il lavoro che mi piaceva e mi avrebbe permesso di fare carriera).